La badinerie (o badinage) è un movimento di danza in tempo pari di carattere gioioso e leggero. Essa si incontra raramente prima del XVIII secolo allorché venne utilizzata da compositoritedeschi e francesi all'interno delle suites.
Un esempio famosissimo di badinerie è il settimo ed ultimo movimento della Suite Orchestrale no. 2 in si minore, BWV 1067, per flauto ed archi di Johann Sebastian Bach.
La suite,
estremamente popolare in sede concertistica, fu realizzata nell'agosto
1892 dal musicista stesso, che a differenza degli altri due propri
balletti, per i quali non era convinto a creare una "Suite", lo fece su
invito come "anteprima" della prossima realizzazione , addirittura
quando non era stata ancora iniziata l'orchestrazione integrale del
balletto (i primi numeri furono proprio quelli della "Suite")[2].
La diresse personalmente a San Pietroburgo il 7 marzo 1892 (ovvero il
19, data occidentale), con un esito trionfale (vi furono bis). La
"Suite" (op.71a) dura una ventina di minuti, utilizzando lo stesso
organico dell'opera ballettistica [3].
Del tutto inesatta è l'informazione per cui il compositore avrebbe
scritto una seconda "Suite". Esiste invece la consuetudine, in sede
discografica soprattutto, di alterare con integrazioni attinte dal
balletto completo, la struttura della "Suite" così come pensato da
Čajkovskj[4].
Una novità in quest'opera è la presenza di uno strumento che fu visto dal compositore a Parigi: la celesta.
Čajkovskij lo volle assolutamente inserire nell'organico strumentale e
lo aggiunse in alcuni passaggi del secondo atto: Scene iniziali, Passo a
due (Danza della Fata Confetto) e Apoteosi con associazione al
personaggio della Fata. Lo strumento venne usato da Čajkovskij anche nel
proprio poema sinfonico contemporaneo al balletto Voevoda op. 78 postuma . Prima di lui, in assoluto, Charles-Marie Widor nel 1880. Il nostro musicista temeva che i suoi "rivali" russi potessero precederlo nell'utilizzo dello strumento.
Alcune versioni diverse
Dopo la prima esecuzione di Ivanov vanno ricordate quelle riviste da Gorskij nel 1917 e da Lopukhov nel 1929.
Gli anni successivi videro numerose versioni differenti del balletto, tra le quali quelle di Boris Romanov, Frederick Ashton e quelle di Nicholas Beriozoff. La rivisitazione più particolare fu quella di George Balanchine che nel 1954
decise di dividere il balletto in due parti, seguendo la trama
originale: la realtà e il sogno. Questa versione fu poi rappresentata
dal New York City Ballet.
Lo Schiaccianoci moderno
Lo Schiaccianoci è stato ripreso più volte dal cinema, dal teatro e anche dallo sport, soprattutto le sue musiche e la sua trama.
Ad ogni modo, la partitura musicale di Čajkovskij è stata riproposta
fedelmente. Questo non è accaduto però in molte rappresentazioni
allestite di recente. Il balletto originale infatti dura solamente
novanta minuti, quindi è più breve rispetto al Lago dei cigni o a La bella addormentata. In queste rappresentazioni i compositori omettono brani, li riordinano o addirittura aggiungono brani tratti da altre opere.
Nel 1983 infatti, ne Lo Schiaccianoci: fantasia su ghiaccio, un adattamento televisivo per uno spettacolo di pattinaggio su ghiaccio,
le musiche originali sono state riordinate secondo un'altra scaletta e
sono state aggiunte poi musiche di un altro compositore russo, Mikhail Ippolitov-Ivanov.
Emissione filatelica russa
dedicata a Lo Schiaccianoci.
L'attuale popolarità de Lo Schiaccianoci è in parte dovuta a Willam Christensen, fondatore della compagnia San Francisco Ballet, che importò il lavoro negli Stati Uniti nel 1944. Il successo del balletto e la coreografia di George Balanchine per la sua prima rappresentazione nel 1954 creò una vera e propria tradizione invernale nelle rappresentazioni dell'opera negli Stati Uniti.
Un film ungherese-britannico in lingua inglese del 2010, è stato firmato dal regista russo Andrej Sergeevič Michalkov-Končalovskij, intitolato Lo Schiaccianoci in 3D (tit. orig. The Nutcracker in 3D). Si tratta di un "fantasy" che utilizza sia la musica del balletto, sia altre composizioni di Čajkovskij (come la Quinta Sinfonia), per gli arrangiamenti di Eduard Artemiev e Tim Rice (canzoni).Il film ha ricevuto grandi critiche negative all'estero [5] ed addirittura un Premio per Peggior uso del 3D nella 31ma edizione 2010 del Razzie Awards 2010, svoltasi il 26 febbraio 2011, che ad Hollywood premia i peggiori film dell'anno. In Italia è uscito il 2 dicembre 2011.
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