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L'Autunno di Vivaldi: Bacco, dormite e cacce
Questo concerto fa parte di un ciclo dal titolo
Le quattro stagioni: abbiamo già parlato della
Primavera e dell’
Estate in
questo e in
questo articolo. Ascoltiamolo insieme su
YouTube.
Anche questo concerto, così come gli altri, si articola in tre
movimenti (Allegro – Adagio molto – Allegro) e prende ispirazione per il
suo tema da un
sonetto.
Antonio Vivaldi
Allegro
Celebra il Vilanel con balli e Canti
Del felice raccolto il bel piacere
E del liquor di Bacco accesi tanti
Finiscono col Sonno il lor godere
Adagio molto
Fa’ ch’ ogn’ uno tralasci e balli e canti
L’ aria che temperata dà piacere,
E la Staggion ch’ invita tanti e tanti
D’ un dolcissimo sonno al bel godere.
Allegro
I cacciator alla nov’alba à caccia
Con corni, Schioppi, e cani escono fuore
Fugge la belva, e Seguono la traccia;
Già Sbigottita, e lassa al gran rumore
De’ Schioppi e cani, ferita minaccia
Languida di fuggir, mà oppressa muore.
Il primo movimento: l’allegra festa della vendemmia.
Nell’
Autunno Vivaldi descrive la figura di
Bacco, dio del vino e dell’ebbrezza. Il
primo movimento,
infatti, si apre con una panoramica su una vigna, dove alcuni contadini
stanno vendemmiando. Il clima è festoso: il raccolto è abbondante, il
vino scorre a fiumi. Dopo il lavoro, i contadini festeggiano con un
grande banchetto.
Qualcuno già cade stordito dai fumi dell’alcool; gli adulti
sghignazzano dietro ai giovani che barcollano ubriachi. Uno di loro, un
contadinello appena uscito dall’adolescenza, si addormenta tranquillo
con la schiena appoggiata ad un tronco, ignaro della confusione che
regna attorno a lui. Tiene ancora in mano il fiasco di vino, e sorride
beato. Chissà cosa sta sognando… A pochi metri da lui, la festa continua
fino a tarda notte, quando tutti si lasciano vincere dalla sbronza e si
addormentano.
Il secondo movimento: gli ubriachi tra le braccia di Morfeo.
Nel
secondo movimento i contadini
si riposano dalla fatica del lavoro e della festa.
Il contadinello di prima apre un occhio e vede che tutti i suoi
compagni sono crollati. Sbadiglia e si tira su, barcollando, e si aggira
fra i dormienti con ancora il fiasco in mano. Beve un altro bicchiere
di vino, mangia un pezzo di pane avanzato, poi lascia scorrere lo
sguardo attorno a lui. Incredibile, dormono veramente tutti. E’ l’alba.
Il suono di un
corno da caccia lo distrae dalle sue meditazioni.
Il terzo movimento: la caccia.
I
cacciatori irrompono nella quiete (
terzo movimento).
Attraversano la pianura a pochi passi dai contadini ancora addormentati
e spariscono nel bosco. I cani, a molti metri da loro, abbaiano
furiosamente; si sentono già i primi colpi degli schioppi. Una cerva si
slancia in una folle corsa: sente i ringhi dei cani a pochi passi da
lei, le voci degli uomini la terrorizzano. La sua snella figura riesce a
districarsi agilmente tra i cespugli, e trova per qualche istante un
rifugio. Riprende un po’ fiato, forse è riuscita a seminarli. Una
pallottola la colpisce improvvisamente al fianco e lei torna a fuggire,
ma il dolore le impedisce di correre velocemente come prima. Un cane le
azzanna la zampa: ormai non può più fare nulla. I cacciatori hanno
vinto.
Federica Pisacane.